Il Consiglio comunale non ha ancora varato il Regolamento per il nuovo bando relativo alla concessione di Contributi per gli interventi di recupero del centro storico (L. reg. 25/93), atto da tempo atteso anche per dare una boccata d'ossigeno all'edilizia locale (ammonterebbero a circa 10 milioni le somme residue utilizzabili), e tuttavia arriva in Consiglio una proposta di modifica riguardante i vecchi bandi. In particolare viene proposta una modifica dei regolamenti relativi ai bandi quinto (2001) e sesto (2006) nella parte in cui si disponeva la revoca del finanziamento qualora il privato non avesse realizzato l'opera entro i termini assegnati. Se fino ad oggi si decadeva dal finanziamento, con la modifica proposta vengono fatte salve le somme erogate anche se le opere non sono state ultimate (purché siano stati realizzati almeno gli interventi strutturali e di finitura).
Ad eccezione dei casi di forza maggiore, ritengo che la proposta non sia condivisibile e meriti approfondimento. Innanzitutto si parla di bandi che risalgono a circa 10 anni fa, adottati in virtù di regolamenti ai quali tutti i cittadini si sono dovuti attenere. Modificare retroattivamente bandi e regolamenti potrebbe determinare un'ingiusta e ingiustificata discriminazione tra i contribuenti. Inoltre, a distanza di tanto tempo, dovrebbe essere noto un quadro completo tra le istanze andate a buon fine e quelle andate oltre i termini assegnati, tra l'altro prorogati più volte per circa 8 anni. Dunque, per l'ultimazione degli interventi, non si parla di tempi brevi.
Da questo punto di vista l'atto potrebbe non avere le caratteristiche di generalità e astrattezza. Circostanza che mal si concilia con la natura regolamentare del provvedimento. Infine ritengo che l'applicazione di questa disposizione potrebbe provocare un danno all'erario e contrastare con più generali principi di legge, ivi compresi quelli della Legge regionale 25/93 in materia di contributi per il centro storico che aveva come finalità il recupero gli immobili degradati.
Gli interventi in questione erano garantiti da polizze assicurative e non mi è ben chiaro perché l'Amministrazione debba rinunciare alla riscossione delle eventuali coperture assicurative. Sono consapevole della crisi economica del settore e delle difficoltà che gli imprenditori possono avere incontrato, ma ritengo tuttavia che non sia questo lo strumento corretto per affrontare il problema, con il rischio di creare disparità di trattamento. O dei finanziamenti relativi ai bandi quinto e sesto per gli interventi che non abbiano rispettato i termini di realizzazione delle opere. In questo modo sarà possibile comprendere meglio le ragioni di questa proposta.