Palermo, 11 marzo 2015 – “Cascate di sostanze inquinanti scorrono nella circolazione idrica sotterranea delle campagne nell’Ennese”, questo è quanto evinto dall’audizione tenutasi ieri pomeriggio in IV commissione all’Ars sulla discarica di Cozzo Vuturo. All’incontro, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, sono intervenuti i commissari liquidatori e gestori dell’Ato Enna, cittadini che da anni denunciano le condizioni della discarica, attivisti del M5s ennese e, quindi, il dott. Parlascino dall’Arpa di Enna. La deputata del Movimento 5 Stelle Angela Foti interviene duramente: “Bisogna mettere urgentemente in sicurezza la stessa discarica, già oggetto di diverse note inviate dall’Arpa alla Procura della Repubblica contenenti notizie di reato”. Dai verbali dell’Agenzia regionale di protezione ambientale è emersa una consistente presenza di metalli pesanti nel percolato che, in assenza della dovuta messa in sicurezza, si riversano, appunto, nella circolazione idrica . “Nei nostri territori – denuncia Foti – tassi eccessivi di piombo, mercurio, alluminio, ferro, e così via”.
“Le attuali condizioni della discarica di Cozzo Vuturo, - continua la parlamentare M5s - oltre che rappresentare un pericolo per la salute dei cittadini, prevedono costi eccessivi proprio a causa dello smaltimento di percolato. Stiamo parlando di cifre intorno ai 700 mila euro annui, che i comuni dell'ennese esborsano per la depurazione del percolato. Mentre per i lavori di messa in sicurezza basterebbe un milione di euro”.
“Non ci spieghiamo come si possa essere arrivati a questo punto – conclude – quando la normativa sui rifiuti, già dal 1984, detta le procedure su come costruire e gestire le discariche in sicurezza. Eppure, fiumi di percolato si sono riversati nelle campagne e negli impluvi limitrofi alla discarica, arrecando danni enormi al territorio, senza che nessuno tenesse conto di quanto rilevato dall'Arpa, e che la politica in primis, intervenisse per far si che le vasche di Cozzo Vuturo fossero dotate di una copertura impermeabile che oggi risulta quanto mai indispensabile ed urgente”.