All’incontro sindacati-Amia che si è tenuto a Villa Niscemi, la Cgil ha posto il problema della riorganizzazione dell’azienda e della necessità di un piano industriale che parta dal Comune. «Un piano condiviso con le forze sociali sul futuro dell’Amia, altrimenti si rischia sempre di discutere degli stipendi in forse a fine mese», ha chiesto il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà- Il Comune si faccia carico di una proposta non solo per l’Amia ma per la riorganizzazione delle partecipate. Vorremmo fosse evitato, per il bene dei lavoratori e della città, il rimpallo di responsabilità in corso tra il sindaco e i commissari. Chiediamo inoltre chiarezza da parte del Tribunale, del Comune e del ministero sulla gestione dell’Amia nei prossimi mesi. E chiediamo chiarezza sullo stipendio dei lavoratori e sulla riorganizzazione del servizio». Alla Cgil il sindaco - che attende la decisione del Tribunale fallimentare di venerdì - ha dichiarato la disponibilità del Comune a risolvere i nodi finanziari dell’Amia e a rivedere il contratto di servizio. «Ci sembra di capire che il Comune vuole fare la sua parte con un’amministrazione capace di rispondere alle esigenze a condizione che le dimissioni dei commissari, che secondo il sindaco hanno portato l’Amia a una situazione disastrosa e devono andare via, siano reali. Abbiamo posto il problema dello stipendio dei 2.500 lavoratori. Il Comune ci ha risposto di avere trasferito ai commissari le risorse necessarie, di aver fatto la sua parte. E di avere risposto al ministero sui rilievi chiesti sul concordato».